Sinigaglia: “Sulle Ipab abbiamo iniziato le audizioni, ma non sappiamo ancora cosa andremo a riformare”

Venezia 7 feb. 2017 –       “La situazione delle Ipab è paradossale: sono cominciate oggi in Commissione Sanità le audizioni, ma siamo ancora in attesa di avere dalla Giunta regionale le risposte su dati richiesti ormai oltre un anno fa. Navighiamo quindi a vista, in quanto affrontiamo una riforma senza sapere cosa andiamo davvero a riformare”. Lo afferma in una nota il consigliere regionale del Partito Democratico Claudio Sinigaglia che commenta “la seduta odierna della Quinta Commissione consiliare permanente, che aveva all’ordine del giorno, tra altri punti, il Pdl n. 25, relativo alla riforma delle Ipab – Istituzioni di Pubblica Assistenza e Beneficenza – dove sono stati ascoltati i rappresentanti dei soggetti portatori di interesse: Ipasvi, Confcooperative, Fondazione ‘Antonio Bassi’, Uneba, Uripa e Uil Fpl”.

“Ci mancano troppi elementi per agire in maniera incisiva – osserva l’esponente dei Democratici – Quante sono le Ipab da 60, 90 e 120 posti letto, a quanto ammonta il loro patrimonio, quali sono le ipotesi aggregative. Si può e si deve agire meglio, considerando che questa riforma è attesa dal 2000 e il Veneto è ancora inadempiente, unico caso in Italia. Avevamo già lanciato l’allarme in occasione del Collegato al bilancio, senza tuttavia essere ascoltati”. “I nodi da sciogliere sono molti per garantire la salvezza di questi Istituti – sottolinea il consigliere regionale – Innanzitutto, occorre che la Regione aumenti la quota sanitaria pro – capite erogata, il cui importo è fermo ormai dal 2009, ed aumenti il numero delle quote stesse, altrimenti le famiglie saranno costrette a pagare rette sempre più care, che già adesso sfiorano i duemila euro”.

“Una fortuna, questa, per le Fondazioni private – chiosa Claudio Sinigaglia – che pagano meno il personale e beneficiano di un’aliquota Irap più bassa”.
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