Azienda Zero, il mio intervento in consiglio regionale!

1418833244396_aula_035-ridottaColleghi consiglieri,

Giusto un anno fa Luca Zaia depositava il Pdl 23!
Un provvedimento che veniva clamorosamente respinto durante le audizioni in commissione. Bocciato dal territorio, dalle conferenze dei sindaci, dagli ordini e dagli operatori socio sanitari. La proposta allora prevedeva l’istituzione di 7 Ulss, non contemplava la figura del Direttore del Sociale, con un’Azienda zero indecifrabile: un né carne né pesce che non era Ente e neppure Azienda.

La proposta era priva, ed è ancora priva, di uno studio di fattibilità, di un libro bianco, di un’analisi per poter comprendere appieno le ragioni delle scelte e per capire le conseguenze che tali scelte producono nel territorio.
Si tratta di un salto nel buio, di una proposta di rottura che non rappresenta al contempo alcuna proposta di innovazione del modello sociosanitario veneto.

Ricordo che a dicembre 2015 si realizza il Blitz di Zaia, con la nomina (a valere dal 1 gennaio 2016) del Direttore Gen. in 9 Ulss ed il commissariamento delle altre 12. Zaia inoltre precarizza per un anno, fino al 1 gennaio 2017, la gestione del sistema socio sanitario. Alle incertezze create con la sua proposta, Zaia ne aggiunge di nuove, allungando così per un altro anno il tempo del caos e di un’autentica destrutturazione della sanità veneta.

Oggi iniziamo la discussione in aula del pdl23: rispetto al testo originario l’Azienda Zero viene configurata come azienda sanitaria, con autonomia giuridica e patrimoniale. Finanzia ma non eroga i LEA, gestisce direttamente funzioni per circa 2,5 mld ed indirettamente gli altri flussi di cassa alle Ulss per un totale di 8,5 mld.

A questo punto una domanda è d’obbligo: di chi sarà la responsabilità se una Ulss taglierà i servizi o non li attiverà? E’ già prevedibile che il Direttore Generale dell’Ulss, euganea o scaligera o trevigiana essa sia, di fronte ai sindaci e ai cittadini che chiedono spiegazioni, si giustificherà addossando ogni responsabilità all’Azienda zero, dotata di un potere tale da potersi sostituire alla programmazione.

Qual è l’accusa principale che facciamo all’Azienda Zero, così come voi l’avete configurata?

L’Azienda Zero, accentrando poteri e funzioni, riduce al rango di meri esecutori i Direttori Generali. Direttori che da responsabili di azienda o Ulss autonoma, vengono trasformati al ruolo di fedeli e scrupolosi osservanti delle direttive impartite dall’alto!

Sarà così perché l’Azienda Zero “impone” le scelte, le procedure, e le economie: l’Azienda Zero comanda, non è a servizio delle Ulss. Dispone, non collabora con i Direttori Generali delle Ulss. E’ sovraordinata, non strumento delle Ulss e delle aziende.

Non è un caso se già un Direttore Generale di una Ulss, appena nominato, ha scelto di emigrare altrove: che senso ha infatti rimanere in Veneto ad eseguire ordini ed aspettare inutilmente di vedere esaudite le richieste di personale, di strumentazione, di finanziamenti? Meglio fare il direttore altrove, meglio emigrare in altra regione.

A proposito: la nomina del sostituto di questo direttore doveva essere immediata. Zaia aveva garantito di avere già il nome in tasca ed invece, a distanza di un mese, ancora si aspetta la nuova nomina. Beh, che c’è di strano: si tratta della sanità padovana ormai da anni messa alle corde dalla mancanza di decisioni e di investimenti.

Presidente, di fronte alla vostra proposta di Azienda Zero abbiamo presentato la nostra controproposta. Ovvero l’Agenzia Veneta Sociosanitaria, che persegue gli obiettivi di fondo dell’Azienda Zero in accordo però con i Direttori Generali, non in una direzione puramente economicistica, di tagli, ma di eliminazione degli sprechi e delle inefficienze per reinvestire i risparmi nel miglioramento della qualità dell’erogazione dei servizi assistenziali.

E’ proprio di questi giorni l’analisi della Cgil che dimostra come invece dei presunti 90 milioni di risparmio a regime, entro dieci anni circa, ci saranno invece al massimo 21 milioni di risparmio. Ma su questo punto lo affronteremo nei prossimi giorni.

Abbiamo deciso di giocare il jolly, assieme a tutta l’opposizione, in modo convinto, per aver il tempo di spiegare fino in fondo gli errori contenuti nella vostra proposta e poter indicare e far approvare i correttivi.

Abbiamo giocato il Jolly anche per aver la possibilità di un confronto vero.

Troppe volte, se non quasi sempre, in aula consiliare abbiamo seguito questo canovaccio: una batteria di fuoco di argomentazioni da parte dell’opposizione a cui non hanno fatto seguito dichiarazioni della maggioranza, il cui unico atteggiamento è stato quello di aspettare, di far passare il tempo “contingentato”, e poi incassare il risultato. Magari inserendo qualche sorpresa, come la presentazione di emendamenti all’ultimo minuto, mai visti in commissione, che stravolgono la proposta presentata. Com’è successo durante l’approvazione della legge sulla libertà religiosa.

E’ dialettica politica questa? No! E’ confronto vero per raggiungere la legge migliore e dare le risposte migliori ai cittadini veneti? No è solamente un esercizio muscolare, di arrogante dimostrazione di forza, a cui si aggiunge la minaccia di approvare l’istituto della fiducia e con l’unica preoccupazione di essere compatti in maggioranza.

E quando manca la compattezza della maggioranza… apriti cielo! Il pdl 23, la “grande riforma della sanità” ha atteso, si è messo in coda, ha aspettato l’approvazione dei provvedimenti sulla caccia per poter essere calendarizzato. Altrimenti non avrebbe trovato i numeri per arrivare in aula!
La tanto attesa riforma della sanità non sarebbe ancora in aula.

Questa è la maggioranza che ci governa oggi!

Per questo abbiamo deciso in modo compatto, come opposizioni, di “giocarci” il Jolly! Per esporre i nostri contributi e per avere risposte dalla maggioranza! Vogliamo risposte, interventi, motivazioni e non un imbarazzante e indifferente silenzio! Vogliamo migliorare e rendere funzionale questa proposta di legge.

Ritorno con il ragionamento all’Azienda Zero.
L’Azienda Zero, dicevo, può tutto e decide su tutto.

Leggo di seguito le  funzioni che dovrebbe esercitare:

  1. gestisce acquisti di beni e servizi e acquisti centralizzati
  2. attiva bandi e concorsi,
  3. seleziona e forma il personale
  4. sviluppa l’informatizzazione delle Ulss,
  5. gestisce il sistema di auditing e il controllo interno
  6. organizza la logistica,
  7. gestisce i servizi,
  8. gestisce i progetti di finanza,
  9. definisce e monitora i costi standard, 
  10. fa proposte di programmazione degli obbiettivi del governo sanitario,
  11. fissa gli obbiettivi dei Direttori generali delle ulss e delle aziende,
  12. gestisce il SER (Servizio epidemiologico regionale)
  13. diventa sede dei Registri, tra i quali il Registro tumori,
  14. gestisce i Coordinamenti clinici regionali
  15. è la GSA (Gestione Spesa Accentrata) ovvero almeno 500 milioni da ripartire alle ulss per ripianare i debiti e per altre funzioni specifiche come il funzionamento dell’arpav,
  16. gestisce il sistema assicurativo e i contenziosi,
  17. gestisce l’Ufficio Relazioni con il Pubblico,
  18. rilascia l’autorizzazione delle strutture sanitarie e socio sanitarie,
  19. istituisce e coordina gli uffici legali,
  20. diventa centrale di committenza e appaltante,
  21. trasferisce a se’ quanto personale vuole e assume direttamente chi vuole…
  22. sostituisce le ulss nelle partecipazioni

Gestice 2 mld e mezzo circa all’anno, direttamente. Altra domanda cruciale: chi sarà il responsabile di questo mega carrozzone? Sarà un Commissario, per 2 anni, nominato direttamente da Zaia, in barba a tutte le procedure di trasparenza!

La cosa ha dell’incredibile!
Di fronte a questo carrozzone, i Direttori delle Ulss e delle aziende potranno essere riassunti a part time, tanto ci penserà lui: il Commissario!

Forse è meglio a questo punto prevedere un’unica azienda regionale, così eviteremo di caricare i Direttori Generali di responsabilità che non potranno esercitare! Sì, ecco: un’unica azienda regionale, sarebbe senza equivoci.

E invece sono 9! Perché? Mi dispiace presidente, non l’abbiamo proprio capito perché nove e non 7 o 11 o 14. È stata una scelta basata su criteri scientifici, epidemiologici o politici? Guardi presidente, a questa domanda tutti danno un’unica risposta e le posso assicurare che non è quella scientifica epidemiologica!

I nostri interventi saranno finalizzati alla salvaguardia e alla attualizzazione dell’integrazione socio sanitaria, e siamo fortemente convinti che prima di ridurre le Ulss sarebbe stato fondamentale realizzare quei servizi previsti dal Pssr nel territorio; servizi che mancano, e che sarebbero necessari prima di ridurre le ulss.

Cito ad esempio gli ospedali di comunità, le urt, le medicine di gruppo integrate, la riforma delle case di riposo… Su questo chiederemo di avere certezze! E non abbandoneremo l’aula senza avere più posti letto negli ospedali di comunità, senza avere più medicine di gruppo, senza avere più infermieri, senza aver ridotto il costo delle case di riposo! E non ditemi che subito dopo faremo la riforma delle ipab: è solamente da 16 anni che promettete al Veneto di riformare i centri servizi per gli anziani… ma chi vi crede più!!!
Così come punteremo per un deciso sviluppo della sanità digitalizzata, che consenta ai cittadini la semplificazione dei percorsi diagnostici, la riduzione delle liste d’attesa, una più efficace prevenzione, l’eliminazione di esami inutili… Vogliamo inoltre garantire una rete ospedaliera sicura e di qualità, seguendo le indicazioni del DM 70 del 2015.

Va poi detto che questo Pdl è pieno di trappole: dice di attivare il controllo sui progetti di finanza e contemporaneamente dà il via libera a nuovi progetti di finanza! Quanto pesanti sono i Project in sanità? E perché non attiviamo la spending review nei confronti dei concessionari che hanno realizzato i project? Siamo sicuri di volere ancora nuovi progetti di finanza in sanità? Guardate, ad esempio, quanto grava sui bilanci l’ospedale di Schiavonia: 24 milioni di buco legati al project.

E sul nuovo ospedale di Padova che cosa sta succedendo?
Presidente, è indispensabile fare chiarezza subito. Abbiamo letto dichiarazioni di un dirigente che ha testimoniato ad un processo, sostenendo di aver subito pressioni per rallentare l’esecuzione dell’opera, e poi lo stesso dirigente presentarle una nota nella quale le chiedeva di attivare uno studio per verificare e o corroborare la fondatezza dei rischi idraulici della zona di Padova Ovest dove inizialmente la Giunta regionale aveva deliberato di costruire il nuovo ospedale di Padova. Ripeto, la Giunta regionale aveva deliberato l’idoneità dell’area di Padova Ovest, basandosi proprio su valutazioni che poi sono stati messe in discussione proprio da chi prima le aveva date per buone.

Dobbiamo far chiarezza! Perché non è stata dato il via al progetto presentato? Perché non è stato dichiarato di pubblica utilità nel 2013? Perché si è perso tempo irrimediabilmente? C’è stato qualcuno che ha frenato l’opera? Noi chiediamo l’attivazione di una commissione d’indagine per chiarire questi aspetti, per fare chiarezza!

Un’altra trappola contenuta nel Pdl 23 è la possibilità che viene data alle aziende ospedaliere universitarie di Padova e Verona di acquisire la proprietà di altre strutture ospedaliere presenti nel territorio provinciale dov’è ubicata l’azienda.

Ci spiegate come è possibile trasferire la proprietà degli ospedali alle aziende universitarie senza aver deciso prima quale ruolo, quali funzioni avranno questi ospedali una volta ceduta la proprietà? Questa non è programmazione, ma cessione di sovranità. In questo caso alle università. Cessione di ospedali appartenenti alle nostre comunità, frutto magari di donazioni: ci sembra una scelta inopportuna, che introduce obiettivi altri rispetto al modello veneto della continuità delle cure e dell’integrazione ospedaliera. Ovvero introduce lo scorporo degli ospedali dal territorio: esattamente il modello lombardo, fallito, di venti anni fa.

Il Pdl 23 inserisce inoltre norme confuse e contradditorie che la Giunta potrebbe attivare, ma anche no. Avete introdotto la programmazione ipotetica. Avete scritto nel Pdl 23 che la Giunta può attivare le seguenti funzioni dell’azienda zero, poi avete scritto che la Giunta potrà attivare il trasferimento di ospedali. Questo denota solo confusione e incapacità decisionale! Vi consiglio di scrivere un unico articolo: Il Consiglio regionale consente alla Giunta di fare ciò che vuole, a seconda delle convenienze, a seconda di come gira il vento.

Ma ciò che ci preme soprattutto è la salvaguardia del modello di integrazione socio sanitaria! Il modello veneto! Ed allora la Conferenza dei sindaci non potrà essere provinciale! Provate a mettervi nei panni dei 104 sindaci che si trovano a programmare i servizi territoriali della Ulss provinciale di Padova. Impossibile! Chiediamo perciò che la conferenza dei sindaci sia la stessa che esiste oggi, delle Ulss attuali. Se le 21 Ulss attuali diventeranno 21 distretti dobbiamo confermare 21 Conferenze dei sindaci a livello distrettuale che approvano 21 bilanci sociali e 21 piani di zona. Solo così la cittadinanza avrà voce in capitolo, potrà esprimere i bisogni e trovare risposte adeguate.

Non sarà una passeggiata, ma pensiamo che il nostro compito in sanità sia quello di avere un atteggiamento determinato e costruttivo, perché il diritto alla salute è un diritto costituzionale fondamentale, di fronte al quale tutti dobbiamo dare il meglio di noi stessi. Buon lavoro!

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