Zaia: “Sì all’area San Lazzaro per il nuovo ospedale”

IMG_2901«Il nuovo policlinico di Padova si farà. Parola d’onore». La promessa è di Luca Zaia. Ieri il presidente della Regione era a Treviso per la firma del contratto per la costruzione del nuovo ospedale. E da qui ha fatto chiarezza anche sul progetto per quello patavino.

A cominciare dal suo posizionamento. «C’è l’identificazione dell‘area di Padova Est – spiega Zaia – che a me sembra assolutamente vocata per questo nuovo policlinico». Se non è una benedizione per la zona di San Lazzaro, poco ci manca. Anche se l‘ultima parola su dove costruire il nuovo ospedale spetta alla stazione appaltante. «Spero si possa chiudere la partita entro la fine di gennaio», auspica Zaia (c’è una riunione convocata per il 26 ndr). Fattostà che dopo il colpo di scena al Comitato di coordinamento fra soci pubblici di qualche giorno fa, adesso le ipotesi alternative di realizzare il nuovo policlinico nelle aree dell’aeroporto Allegri o di Padova Ovest, vicino allo stadio, paiono sempre più lontane. Tanto più che lo stesso Claudio Dario, direttore generale dell’azienda ospedaliera, in una relazione aveva bocciato l’ipotesi Padova Ovest per gli ingenti costi legati alla bonifica idrogeologica e promosso Padova Est «di dimensione adeguata».

Mentre si attende di definire il dove, si ragiona anche sul come verrà costruito il nuovo policlinico. E cioè sui soldi da recuperare. In tutto servono 650 milioni di euro. Da mettere assieme eventualmente anche attraverso il project finanzino. Tradotto: con l’intervento dei privati. «Troveremo la miglior soluzione di equilibrio tra la finanza pubblica e fondi privati fa il punto il presidente della Regione – come al solito qualcuno solleva polemiche. Ma la verità è che l’operazione verrà finanziata per quota parte dalla Regione. Dopodiché cercheremo di reperire altri fondi sul mercato. Questo vuol dire Banca europea degli investimenti e governo, che a tutt’oggi non ci ha ancora dato nulla. E poi, ovviamente, vuol dire anche privati. Nel momento in cui non si riuscisse a chiudere il piano finanziario».

Quel che è certo è che il governatore non vede il project financing come un mostro da cui fuggire a tutti i costi. «Se gli enti pubblici avessero i soldi, si mangerebbero – sottolinea – la verità è che gli enti sono dissanguati e con i progetti di finanza i privati fanno loro da banca. Portando, di contro, la vivacità e la dinamicità tipica degli interventi di privati. Questo è un segno del malessere generale de- gli enti pubblici. Ma ai tromboni che si lamentano del sistema del project financing dico che vadano in Parlamento a cambiarlo». «Quello che chiedo io, invece, è una norma per rinegoziare i progetti di finanza conclude Zaia – perché alcuni sono onerosi perché fatti nella notte dei tempi, perché forse fatti male o perché chiusi quando c’era un contesto economico diverso».

Critico il senatore Udc Antonio De Poli: «A questo punto sorge spontanea chiedersi quale sia il criterio guida della Regione nell’individuazione dell’area e soprattutto che senso avrebbe escludere l’ipotesi Allegri che costa meno, essendo area demaniale, e garantirebbe uno spazio adeguato per la costruzione di una struttura all’avanguardia per la sanità padovana».

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