Nuovo ospedale: per l’università servono 470mila metri

Categorici. Decisi. Pragmatici. Desiderosi di far presto e bene. Pronti a ragionare su 470 mila metri quadrati. Non un centimetro di meno dove far confluire ricerca, didattica e assistenza, le tre facce indivisibili del nuovo Ospedale per Padova. Il Consiglio di Amministrazione dell’Universita di Padova ha approvato ieri sera la prima delibera dell’«era Rizzuto». «E’ funzionale un’area avente un’estensione utile pari a 470 mila metri quadri», fermo restando che per il Bo é «essenziale la tempistica realizzativa».
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L’Ateneo é istituzionalmente estraneo alle scelte della sede, ricadendo la paternità della decisione alle amministrazioni competenti in materia di governo del territorio; può e deve però interloquire sulla congruita del progetto con riferimento alle esigenze che attengono all’assistenza sanitaria, alla ricerca e alla didattica, e in questa sua veste ha messo per iscritto la sua «neutralità circa la scelta localizzativa, fermo restando che qualsiasi area dovesse essere individuata – si legge nel documento approvato dal Cda – per esigenze di corretta organizzazione del territorio e del sistema infrastrutturale, ai fini della localizzazione del nuovo polo della salute, dovrà soddisfare la condizione minima di avere un’estensione utile, ossia utilizzabile per le funzioni assistenziali, didattiche e di ricerca che fanno capo all’Università, definita pari a 470mila mq». E’ proprio la misura dell’area che il sindaco Bitonci ha detto di avere a disposizione a S.Lazzaro, Padova est.

IMG_2893 copyIl Bo insiste sulla «tempistica del procedimento e delle attività di realizzazione del nuovo polo della salute», dicendosi pronto a istituire un gruppo di lavoro che «estrinsechi in un documento formale i contenuti sostanziali che l’Università considera essenziali». Insomma patti chiari e amicizia lunga, anche alla luce della relazione della commissione tecnica del febbraio scorso in merito ad alcune criticita legate ai rischi idraulici della zona di Padova Ovest. Poste queste premesse, il magnifico rettore Rosario Rizzuto conferma quanto portato al comitato di coordinamento del 29 ottobre scorso: la volontà cioé di essere «propositivi nei contenuti perché per noi é un impegno strategico il ragionamento su come dentro quell’area si puo collocare una moderna struttura di medicina universitaria. Noi partiamo dalla certezza della disponibilità, 470mila mq, e su quella ragioniamo». Continua inoltre la collaborazione tra l’Ateneo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo: durante la seduta i consiglieri hanno approvato lo schema tipo di convenzione per il finanziamento di 32 borse di studio per la frequenza di corsi di dottorato e ricerca, a partire dal 31° ciclo, e 15 borse di studio riservate a laureati stranieri sempre per la partecipazione a corsi di dottorato di ricerca. Sul fronte delle assunzioni, ratificate le chiamate di 4 professori di prima fascia, 8 di seconda e di 6 ricercatori.

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