Ideologia gender a scuola: facciamo chiarezza!

di Dino Scantamburlo

Che c’entra, la legge sulla Buona Scuola, appena approvata dal Parlamento e che viene presentata dai critici quale fucina della teoria del gender?

I critici fanno riferimento al comma 16 di tale legge.
Ebbene, che dice tale comma?
LEGGE 107/2015 SULLA “BUONA SCUOLA” – COMMA 16. “Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunita’ promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parita’ tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, nel rispetto dei limiti di spesa di cui all’articolo 5-bis, comma 1, primo periodo, del predetto decreto-legge n. 93 del 2013”.
[button link=”https://www.claudiosinigaglia.com/2015/08/15/ideologia-gender-a-scuola-facciamo-chiarezza/” color=”red” font=”bold”]Leggi tutto[/button]

Per capire bene, chiarisco il riferimento a quest’ultima normativa: essa riguarda il
TESTO DEL DECRETO-LEGGE 14 agosto 2013, n. 93 (in G.U. n. 191 del 16 agosto 2013), COORDINATO CON LA LEGGE DI CONVERSIONE 15 ottobre 2013, n. 119 (G.U. n. 242 del 15 ottobre 2013), recante: «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonchè in tema di protezione civile e di commissariamento delle province.». (13A08425) .

Chiunque può leggere su internet il contenuto di tali articoli che recitano così e che nulla contengono sulla teoria del gender. Eccone infatti i titoli:
– Art. 1 Norme in materia di maltrattamenti, violenza sessuale e atti persecutori
-Art. 2 Modifiche al codice di procedura penale e disposizioni concernenti i
procedimenti penali per i delitti contro la persona
-Art. 3 Misura di prevenzione per condotte di violenza domestica
-Art. 4 Tutela per gli stranieri vittime di violenza domestica
-Art. 5 ( Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere). Azioni per i centri antiviolenza e le case-rifugio

E’ necessario evidenziare che il piano triennale dell’offerta formativa è predisposto dal collegio dei docenti ed è approvato dal consiglio di istituto (art. 1, c. 5-7, 12-17 e 19) e pertanto vengono coinvolte tutte le componenti, dai docenti ai genitori agli studenti.

Nel piano dell’offerta formativa potranno rientrare l’educazione alla parità dei sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni.

E su questo – penso – dovremmo tutti concordare. Dunque, a che cosa dobbiamo opporci??
A qualcosa che non c’è? Sembrerebbe proprio che sia così! E il presunto referendum che cosa dice?

Attenzione, perché non risulta che sia stata finora depositata la richiesta per la procedura e la campagna d’avvio di un referendum per l’abolizione dell’insegnamento della teoria del gender.

Per il semplice fatto che un referendum abrogativo si fa per abrogare una legge. In questo caso, però, la legge da abrogare (relativa all’insegnamento o alla diffusione della teoria del gender) non c’è. E pertanto non può esistere la proposta di un simile referendum!

Attenzione, invece, a non lasciarsi confondere le idee: esiste una richiesta di referendum presentata da più soggetti politici (della sinistra e non solo) per abrogare la legge del job’s act e la legge della buona scuola (l’intera legge). Ma queste richieste hanno natura squisitamente politica e si riferiscono a ben altre motivazioni! Vogliono abrogare le due leggi per contrastare e far cadere l’attuale Governo (Si veda poi la strumentalizzazione che ha già annunciato di farne un partito, la Lega, nel nostro territorio!).

Diciamo allora che ai fini della raccolta delle firme necessarie, serve anche da parte di quei proponenti mescolare le carte e mistificare le idee alle persone.

Pertanto si sappia che andare a firmare le proposte di referendum non ha nessuna attinenza con la teoria del gender, ma serve a raccogliere le firme per abrogare le leggi appena approvate sul lavoro (Job’s act) e sulla scuola.

 Per ulteriore chiarezza, allego la risposta data dal Ministro dell’Istruzione Giannini in Parlamento:

Questo è quanto risulta a me, sulla base di ricerche fatte alla fonte, non fondate su pregiudizi, supposizioni o estensioni di idee e concetti che sono estranei al contenuto delle norme oggi in vigore.

In ogni caso, prima di alimentare allarmismi è doveroso informarsi correttamente!

Poi: ci saranno insegnanti che potranno educare anche a una affettività distorta o discutibile? E’ possibile, come può essere già accaduto in passato. Ma non perché ci siano attualmente leggi che lo consentano.

La partecipazione attiva, l’interessamento diretto e la vigilanza responsabile dei genitori (nella elaborazione del Pof, nei Consigli di classe, nel Consigli di Istituto, nel dialogo tra di loro, in quello con i docenti) si conferma – sempre – fondamentale e specialmente in questo tempo nel quale valori dubbi e molto discutibili – di vario genere, non soltanto sull’identità sessuale – tendono a diffondersi nella cultura europea e a venire importati in quella italiana.

Dino Scantamburlo

Posted in Notizie and tagged , , , .

One Comment

  1. Siamo alle solite per imbrigliare la gente ne inventano di tutto. Approfittano dell’ignoranza della gente per ottenere quello che vogliono r fanno vapore foschi per frasche

Comments are closed.