Ospedale S. antonio: si blocchi tutto fino al nuovo ospedale di Padova

“Cessione del Sant’Antonio, Pdl del Partito Democratico: la Regione blocchi tutto fino a quando non saranno completati il polo di Padova Est e l’ospedale di via Giustiniani”.

Venezia, 21 giu. 2019 – “Fino a quando non sarà completato il nuovo polo di Padova Est e riqualificato il presidio di via Giustiniani, nuovo ospedale cittadino, la Giunta blocchi il passaggio del Sant’Antonio all’Azienda ospedaliera-universitaria”. È quanto chiede il gruppo consiliare del Partito Democratico con un progetto di legge che ha come primo firmatario l’esponente padovano Claudio Sinigaglia. “Si tratta di una modifica al Piano sociosanitario con conseguente adeguamento delle schede. Il Sant’Antonio dovrà esercitare le funzioni di prevenzione, assistenza e cura in attesa che venga realizzato il nuovo ospedale cittadino. Solo dopo potrà essere ceduto in comodato d’uso gratuito, anche perché Azienda ospedaliera e Ulss hanno vocazioni e funzioni diverse – spiega lo stesso Sinigaglia illustrando il Pdl – Nel Pssr 2019-2023 che prevede la nascita del Polo della salute regionale ed extraregionale di Padova Est, inoltre, non viene citato integralmente l’accordo firmato da Zaia e il sindaco Giordani il 21 dicembre 2017, ovvero la realizzazione del nuovo Ospedale cittadino di via Giustiniani”.

“La Regione rispetti quindi gli impegni assunti per la riqualificazione dell’attuale presidio che poi dovrà avere funzioni diverse ma complementari rispetto a quello di Padova Est-San Lazzaro – insiste il Consigliere dem – Prima che queste partite siano definitivamente chiuse, si stoppi ogni fuga in avanti che penalizzerebbe i cittadini. Contro la dismissione ‘a scatola chiusa’ del Sant’Antonio si sono già espresse migliaia di persone, sia residenti che medici, oltre alla Conferenza dei sindaci dell’Ulss 6 Euganea; la Regione non può continuare a far finta di niente”.

Proposta di legge 443

Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Domenica 23 giugno 2019

Nuova regionale 10, stallo senza fine

Scomodare un modo di dire arcinoto per commentare la mobilitazione di ieri può sembrar banale, eppure un bel “piove sul bagnato” risultata azzeccato. Una bomba d’acqua si è scaricata ieri mattina sui quasi 600 manifestanti scesi in strada a chiedere il completamento della nuova regionale 10, l’arteria ferma dal 2007 a Carceri ma che in realtà dovrebbe collegare Monselice alla Valdastico Sud e alla città murata di Montagnana. Il meteo beffardo, esploso proprio per i pochi minuti della marcia, sa tanto di canzonatorio verso chi, da decenni, vive il progetto di questa strada come una grandissima presa in giro.

SESSANT’ANNI DI ATTESA Già, perché di variante alla regionale 10 si parlava già 61 anni fa, come ha ricordato Gian Antonio Lucca del Centro Studi Castelli: «Erano gli anni dell’onorevole Gigliola Valandro e con l’allora piano regolatore si era sentita forte la necessità di togliere il traffico da sotto le mura. Oggi i numeri dei mezzi e soprattutto la massa di quelli pesanti sono incomparabili rispetto al passato, eppure siamo ancora qui ad attendere una nuova strada». L’alternativa alla regionale 10 Padana Inferiore è quella variante che dovrebbe collegare il casello A13 di Monselice all’ospedale di Schiavonia, quindi al casello A31 Valdastico Sud di Santa Margherita d’Adige, alla città murata di Montagnana e poi al Veronese. A Legnago, ennesima beffa, sono già state realizzate delle rotatorie di connessione a questa strada fantasma. Dal 2007, però, la nuova regionale 10 si è fermata a Carceri. La Regione ha candidamente ammesso di non aver i soldi (soldi messi e tolti a bilancio a ogni scadenza elettorale) manco per quei 7 km che servono ad arrivare all’A31. Hanno provato ad affidarla ai privati, in cambio del pagamento del pedaggio (contestatissimo) degli utenti, ma poi i privati si sono tirati indietro perché la Regione tardava a mettere a bilancio i contributi necessari e perché l’investimento è parso anti-economico.Leggi tutto

Bandiere Venete da regalare ai nuovi nati… Ma alle famiglie servono servizi, non vessilli!

100mila euro per le bandiere venete da regalare ai nuovi nati. Ma alle famiglie servono servizi, non vessilli” “Certo, fosse un gesto della Lega per auspicare il riconoscimento della cittadinanza a tutti i nuovi arrivati, non potremmo che accoglierlo con favore. Ma deve esplicitarlo chiaramente, altrimenti è un atto di ipocrisia assoluta, un’amara presa in giro”… i vessilli saranno consegnati durante la Festa del popolo veneto, il 25 marzo. Il prossimo anno cadrà in piena campagna elettorale e sarà dunque un’ulteriore occasione di propaganda, a cui Zaia e la sua maggioranza sono particolarmente attenti, pagata con soldi pubblici.Leggi tutto

Ancora tagli alla sanità per finanziare Flat Tax e Quota 100, dal governo proposta irricevibile!

Sinigaglia (PD): “Ancora tagli alla sanità per finanziare Flat Tax e Quota 100.
Dal Governo una proposta folle e irricevibile: il Fondo deve essere aumentato di tre miliardi”
“Per finanziare Flat Tax e Quota 100 si tagliano i Lea; la ministra Grillo è allo sbando e si arrampica sugli specchi attaccando il Mef. Evidentemente il ritornello ‘a mia insaputa’ è buono per tutti e per tutte le stagioni”. È quanto afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Claudio Sinigaglia a proposito della bozza del Patto per la salute che vincola l’incremento del Fondo previsto nella legge di bilancio 2019 (due miliardi in più per il 2020 e un miliardo e mezzo per il 2021) ‘al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e variazioni del quadro macroeconomico’.Leggi tutto

Cortina 2021: “Bene l’impiantistica sportiva ma forti ritardi sulla viabilità e sul Codivilla Putti”

Cortina 2021, Sinigaglia (PD): “Bene l’impiantistica sportiva grazie ai finanziamenti del Governo Gentiloni,
ma ci sono forti ritardi sulla viabilità e sul Codivilla Putti”

“Mancano meno di due anni ai Campionati del mondo di sci a Cortina e se per l’impiantistica sportiva il cronoprogramma è stato rispettato, siamo ancora al palo per quanto riguarda gli aspetti viari e anche sulla ristrutturazione del Codivilla Putti”. A darne notizia è Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Partito Democratico, dopo l’audizione oggi in Sesta commissione di Valerio Giacobbi, amministratore delegato della Fondazione Cortina 2021 ente organizzatore dei Campionati del mondo in programma dall’8 al 21 febbraio 2021.

“Un evento che ha ricevuto un cospicuo finanziamento dal Governo Gentiloni nel 2017, 242 milioni, di cui una buona parte destinata agli impianti che ospiteranno le gare. E qua il bicchiere è senza dubbio mezzo pieno: è stata completata la ‘finish area’ di Rumerlo, così come sono state rinnovate le piste Olympia e Vertigine, mentre sono iniziati i lavori per la pista Lacedelli e la cabinovia Cortina-Col Drusciè. Il cronoprogramma sta procedendo senza intoppi, tuttavia c’è l’altra metà del bicchiere, quella vuota, che preoccupa”.Leggi tutto

Elezioni europee: l’analisi del voto a Padova e provincia

Provincia di Padova

  • I comuni dove il PD non supera il 10% dei consensi sono 5 (Agna, Granze, Urbana, Villa del Conte, Piacenza d’Adige)
  • I comuni dove il PD si attesta tra il 10 e il 15% sono 49
  • I comuni dove il PD si attesta tra il 15 e il 20 % sono 33
  • I comuni dove il PD si attesta tra il 20 e il 25% sono 13 (Abano, Albignasego, Baone, Cadoneghe, Este, Limena, Noventa, Ponte san Nicolò, Pontelongo, Rubano, Selvazzano, Stanghella, Teolo )
  • I comuni dove il PD supera il 25% sono 1 (Battaglia Terme)
  • I comuni dove il PD supera il 30 % sono 1 (Padova)

Quindi sono 15 i Comuni che sostanzialmente sono sulla media nazionale (22%) o la superano, mentre il resto, ben 87 Comuni, sono sotto la media.Leggi tutto

Ospedale S. Antonio, dai padovani “No” alla svolta

I padovani sentono il Sant’Antonio il “loro” ospedale e bocciano la scelta della Regione di assegnarlo in comodato all’Azienda ospedaliera, sottraendolo dunque all’Usl 6. Non è un passaggio meramente tecnico, ma una questione politica: lo dimostrano le percentuali nette dei “no” nel sondaggio realizzato pochi giorni fa da Lan, Local Area Network, società diretta da Luca Romano. Solo il 5% approva la scelta, mentre il 75% chiede di lasciare tutto com’è, dimostrando anche poca fiducia nella realizzazione del futuro nuovo polo di Padova Est.

Pesa il timore che si allunghino le liste d’attesa e che i pazienti siano costretti a spostarsi fuori città per visite e terapie. In ultimo: i padovani sono preoccupati della perdita di centralità nella geografia sanitaria del Veneto. L’Ospedale dei padovani È già dalla prima domanda che si capisce quanto i padovani siano affezionati all’ospedale più “cittadino”.Leggi tutto

Sr10, “Basta tergiversare, la Regione trovi i cinque milioni per il progetto dell’ultimo tratto”

“Servono cinque milioni per il progetto definitivo dell’ultimo tratto della Sr 10 e per il progetto esecutivo del lotto da Carceri a Santa Margherita d’Adige, ma la variazione di bilancio (reiscrizione di fondi statali vincolati) per mettere quei soldi a disposizione di Veneto Strade ancora non c’è. Quanto dovremo aspettare, non è stato perso abbastanza tempo?”. Torna a chiedere chiarimenti il consigliere del Partito Democratico Claudio Sinigaglia su una delle opere incompiute della regione, il cui futuro resta incerto.

“La riclassificazione come Statale con il passaggio ad Anas per la gestione, definita indispensabile dall’assessore De Berti per recuperare i finanziamenti necessari a concludere l’opera, non è ancora avvenuto. I passaggi che il Governo e il Parlamento devono fare non sono ancora stati compiuti. Altro che sblocca cantieri, qui i cantieri rimangono tutti in alto mare. Le rassicurazioni della Giunta sull’importanza di questa infrastruttura non trovano riscontro nella realtà, si sono dimostrate slogan privi di contenuto.Leggi tutto