Parco dei Colli, la stupefacente risposta dell’assessore

SALVIAMO IL PARCO COLLI EUGANEI

Ecco la stupefacente risposta dell’assessore Corazzari alle provocazioni di Berlato che ha descritto il Parco Colli come il parco dei vincoli e delle inopportunità…

Berlato, Barison, l’assessore Corazzari vogliono smantellare il Parco Colli… faremo di tutto per impedirglielo… dopo la recente approvazione della legge sui parchi che consente a Zaia il commissariamento totale reagiremo come sempre dal basso per impedire lo stupro del Parco Colli.

Ass.re Cristiano CORAZZARI
Grazie, Presidente.
Rispetto alle sollecitazioni che mi sono pervenute dal consigliere Berlato, vorrei rassicurarlo sul fatto che sono state assunte le indicazioni del territorio così come avevamo previsto nella norma di legge e da queste sono state appunto prese quelle indicazioni che vanno a rideterminare alcuni ambiti del Parco con la riclassificazione da area parco ad area contigua.
Pertanto sarà mia cura nel più breve tempo possibile – gli Uffici stanno lavorando su questo – portare le relative delibere, le quali arriveranno poi al Consiglio regionale con le determinazioni conseguenti alle indicazioni del territorio.
Abbiamo voluto appunto essere assolutamente rigorosi nel seguire le indicazioni degli amministratori locali del territorio che, con degli atti formali, ci hanno indicato quelle che sono le osservazioni al perimetro esistente: io penso che questo sia un metodo che da un lato non mortifica l’istituzione del Parco, ma altrettanto dà la giusta dignità alle comunità locali, che penso siano state anche valorizzate nella recente legge sulla governance dei Parchi che ha visto quindi una maggiore condivisione nella gestione dei Parchi a soggetti che prima ne erano completamente avulsi o estromessi.
Penso che questo sia un approccio che potrà rafforzare i nostri Parchi per il futuro, individuandoli solamente non come elemento di vincolo o di problematica, rispetto a chi vi vive e lavora, ma che possano finalmente divenire anche un’opportunità nell’ottica di uno sviluppo sostenibile tra le attività umane e la salvaguardia dell’ambiente.

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Obbligo vaccinale, Zaia si smarchi da questa follia e faccia approvare in Consiglio la nostra risoluzione

Venezia, 6 set. 2018 – “Siamo di fronte a un caso di schizofrenia politica sulla pelle dei bambini. Sembrava che, finalmente, il Parlamento avesse deciso di ascoltare le opinioni di medici e scienziati anziché quelle di ciarlatani e stregoni. Invece ecco l’ennesimo dietrofront per tenere insieme una maggioranza che non va d’accordo su niente”. Così i Consiglieri regionali del Partito Democratico Alessandra Moretti e Claudio Sinigaglia commentano, tramite una nota, “Il balletto sull’obbligo vaccinale, con un nuovo emendamento al Milleproroghe che prolungherebbe la possibilità di presentare l’autocertificazione per tutto l’anno scolastico. L’ennesimo cambio di rotta in contemporanea con l’apertura di nidi e materne, creando ulteriore caos”.

“Anche il Presidente Mattarella ha invitato a non diffidare della scienza, ma evidentemente la propaganda è più forte della ragione – dicono i due esponenti del PD – Invitiamo Zaia a smarcarsi da questa follia delle autocertificazioni, come hanno fatto altre Regioni, con cui si scarica ogni responsabilità su famiglie e prèsidi. Il modello veneto sui vaccini non ha funzionato, visto che i tassi di copertura sono calati rapidamente, e in alcune zone della regione sono scesi ben al di sotto della soglia di sicurezza. Chiediamo al governatore di impegnarsi in prima persona per una battaglia di civiltà, per il mantenimento e il rafforzamento dell’obbligo vaccinale. Abbiamo una Risoluzione pronta da un mese, venga in Consiglio e la faccia approvare dalla sua maggioranza”.

Nuova vittima della West Nile, “Zaia ha gravemente sottovalutato l’emergenza. E’ normale che l’assessore resti al suo posto? ”

“Ancora una vittima della West Nile, mentre attendiamo che venga attuato il Piano della Regione per combattere il virus. È un ritardo grave e colpevole, l’assessore Coletto dovrebbe dimettersi”. È quanto chiede in una nota il gruppo consiliare del Partito Democratico in Consiglio regionale.

“È un problema che in Veneto abbiamo da ormai dieci anni e che si è progressivamente aggravato, con oltre 130 casi nel 2018. Numeri che non sono bastati alla Giunta per agire con determinazione: solo lo scorso 24 agosto l’assessorato alla Sanità ha annunciato un Piano straordinario di disinfestazione a tappeto. Occorre però un intervento continuativo e soprattutto preventivo, ad aprile maggio; e la Regione non può e non deve abbandonare i Comuni, specialmente quelli più piccoli, che non hanno le risorse necessarie per compiere un’efficace disinfestazione. Serve un’azione coordinata tra le amministrazioni locali affinché non sia vana perché le zanzare ovviamente non sono stanziali”, aggiungono i consiglieri del Partito Democratico che nei giorni scorsi hanno anche presentato una mozione in cui si sollecita la Regione a finanziare tutte le operazioni di prevenzione e contrasto, assumendo un ruolo di regìa.Leggi tutto

«Mio figlio ipovedente senza testi scolastici»

PADOVA «A 10 giorni dall’inizio della scuola mi comunicano che i libri per mio figlio, autistico e ipovedente, non potranno essere ingranditi come di consueto perché mancano i soldi. Alla faccia della legge sull’integrazione scolastica, noi genitori siamo costretti ad arrangiarci e il mio bimbo rischia di non poter studiare». È lo sfogo di un papà di un bambino di 9 anni, che quest’anno, a settembre, inizierà a frequentare la quarta elementare in una scuola padovana. E che ieri ha ricevuto un’e-mail dall’Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti, che gli comunicava che a causa di mancanza di risorse economiche dovuta alla ristrettezza del finanziamento previsto, la trascrizione dei testi richiesti per l’alunno è stata bloccata, in attesa di eventuali ulteriori finanziamenti.

LA POLEMICA
La comunicazione dell’associazione ciechi, che fa da tramite tra la scuola e la tipografia specializzata che trascrive i libri di testo normali in un formato gigante per consentire ai bambini ipovedenti di leggerli come fanno gli altri compagni di classe, è stata una fulmine a ciel sereno. «Ogni anno – spiega il genitore – sappiamo che l’associazione e la scuola fanno i salti mortali per ottenere i finanziamenti necessari per i supporti che servono ai bambini con questi problemi. Ma alla fine ce la fanno sepre. Mai, dunque, mi sarei aspettato di ricevere una comunicazione simile». 
Di fatto, continua il papà arrabbiato, «ci dicono che dobbiamo arrangiarci. E tutto questo alla faccia della legge per l’integrazione scolastica. I primi due anni delle elementari mi sono occupato io stesso di ingigantire i testi scolastici per non pesare su nessuno. Ora, però, non è più possibile perchè i libri sono diventati più complessi visto che ormai farà la quarta elementare. Praticamente questa tipografia ricava tre volumi con un carattere di punto 29 (molto grande, ndr) da un testo scolastico normale». Leggi tutto

Miracolo all’Ulss 6: in un anno deficit annullato di 38 milioni. Ma i servizi?

Sarà utile approfondire se la riduzione della spesa è avvenuta eliminando gli sprechi o riducendo, come parrebbe da una prima lettura, l’erogazione dei servizi. Attendo a tal proposito un confronto in quinta commissione con i direttori generali e con il responsabile dell’area sociosanitaria veneta

23 AGO – Sono rimasto sorpreso di fronte ai dati del bilancio 2017 delle aziende e delle Ulss del Veneto. Annullato un deficit di otre 150 milioni. Grazie alla riduzione delle Ulss e ad Azienda zero. Ci spiega l’assessore Coletto e tutto questo in soli 12 mesi. Penso che fra qualche anno divideremo gli utili o restituiremo l’attivo al Fondo sanitario nazionale.

E allora ho preso un Ulss di riferimento, l’Ulss 6 Euganea (vedi tabelle a fondo pagina)e ho confrontato le entrate e le spese del 2016 con quelle del 2017. Perché per annullare un deficit di 38 milioni come quello maturato nel 2016 dall’Ulls 6 o, nel 2017, si sono aumentate le entrate o si sono ridotte le spese!

Vediamo le Entrate dell’Ulss 6: sorpresona nel 2016 le entrate erano maggiori, pari a 1MLD 732.773.506 e si riducono nel 2017 di 4 milioni circa. Anche se il contributo in conto esercizio è maggiore di 37 milioni nel 2017 ( 1MLD 508.044.957mil nel 2016 e 1MLD 545.166.130mil. nel 2017). Calano i ricavi per prestazioni sanitarie da 165,5 mil. nel 2016 a 127mil. nel 2017! Come mai? Anche il ricavo dei tickets diminuisce di 2 milioni da 28 a 26 mil.

E allora andiamo a controllare le spese: e qui si capisce perché il deficit è stato annullato in un unico anno. Semplice: le spese per erogazione dei servizi passano da 1MLD 750 mil. nel 2016 a 1MLD 718mil. nel 2017.Ovvero si sono spesi 32 milioni in meno!Leggi tutto

Febbre del Nilo, l’evoluzione nel Veneto

La febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

Apri il sito dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) per il West Nile VirusLeggi tutto

Quali misure in Veneto per garantire la sicurezza di ponti, cavalcavia e strade e prevenire le stragi?

Venezia 21 ago. 2018 – “Chiediamo al Presidente della Giunta regionale e all’Assessora alla Mobilità di conoscere nel dettaglio l’elenco dei 14 ponti individuati da Veneto Strade come bisognosi di consolidamento statico, nonché l’elenco di tutti i cavalcavia e dei ponti del Veneto, specificando la loro età, lo stato di conservazione, i lavori di manutenzione svolti e programmati, i responsabili della sicurezza e manutenzione per ciascuna struttura”. Questa la richiesta presentata in una interrogazione scritta alla Giunta dai consiglieri Pd Andrea Zanoni (primo firmatario), Stefano Fracasso, Orietta Salemi, Graziano Azzalin, Alessandra Moretti, Claudio Sinigaglia, Bruno Pigozzo e Francesca Zottis e sottoscritta anche dalla consigliera Cristina Guarda della Lista Moretti. “Il crollo del ponte Morandi di Genova”, spiegano i firmatari, “è stato il più grave di una serie di cedimenti strutturali che hanno riguardato in tempi recenti ponti e cavalcavia in varie parti d’Italia.

L’elenco è inquietante: basti citare il cavalcavia della tangenziale di Fossano, collassato sopra a un’auto dei carabinieri nell’aprile del 2017; il cavalcavia sull’A14 a Camerano, che nel marzo del 2017 cedette schiacciando l’auto di due sfortunati coniugi; il cavalcavia crollato nell’ottobre del 2016 sulla statale 36 Milano-Lecco, dove un tir, cadendo sul tratto di strada sottostante, schiacciò due auto. Dopo l’immane tragedia di Genova è evidente che non può più essere rinviato un accurato censimento di tutti i vecchi ponti e cavalcavia, che verifichi le manutenzioni eseguite e il grado di conservazione e sicurezza delle strutture. Assieme a queste verifiche devono essere resi pubblici i nomi delle società responsabili delle manutenzioni e i relativi contratti e convenzioni. La manutenzione e la sicurezza delle infrastrutture esistenti deve essere assunta come priorità assoluta, rispetto alla realizzazione di nuove grandi opere costosissime per la collettività e in taluni casi, anche in Veneto, di dubbia utilità”.Leggi tutto