Appalto mense ospedaliere: non si possono mascherare scelte di indirizzo come decisioni tecniche

Venezia 11 lug. 2019 – “Non si possono far passare scelte di indirizzo come semplici scelte tecniche. La Giunta Zaia sta espropriando il Consiglio del proprio ruolo fondamentale, la programmazione, con l’assenso della maggioranza. Questo è quanto accaduto con il bando per la ristorazione delle mense ospedaliere, con quello di lava/nolo, con l’esternalizzazione alle cooperative per i prelievi nell’assistenza domiciliare”. È quanto affermano i Consiglieri regionali del Partito Democratico Claudio Sinigaglia, Anna Maria Bigon e Bruno Pigozzo al termine all’audizione del Direttore generale di Azienda Zero Patrizia Simionato in Quinta commissione.
“È un modus operandi destinato a continuare, con appalti che riguardano il 50% o il 100% dei servizi del sistema sociosanitario. Nel bando mense ad esempio l’esternalizzazione del centro cottura è chiaramente una scelta di indirizzo che è stata fatta passare come tecnica, con delle valutazioni importanti che sicuramente avrebbero avuto bisogno dell’approvazione della Commissione consiliare competente. Era giusto porre un vincolo di aggiudicazione o lasciare che un unico concorrente potesse vincere tutto, creando di fatto un monopolio? Sono questioni che trascendono il piano tecnico, non prendiamoci in giro. Non scherziamo, si tratta di scelte che hanno bisogno di un indirizzo programmatorio che spetta all’organo politico. Un organo politico completamente esautorato da Azienda Zero e dalla Giunta”.

Linfedema, la Regione garantisca cure adeguate e recepisca le linee guida nazionali

Venezia, 12 lug. 2019   –  “La Regione deve garantire il trattamento del linfedema in Veneto. Invece, a distanza di tre anni, le linee di indirizzo sottoscritte anche dalla Conferenza Stato-Regioni il 15 settembre 2016, non sono ancora state recepite. E i dati forniti dalle Ulss in seguito all’atto ispettivo sono sconcertanti”. A dirlo Claudio Sinigaglia, Consigliere regionale del Partito Democratico, nel corso della conferenza stampa di ieri a Padova “insieme al consigliere comunale Nereo Tiso e a Adriana Negrisolo su questa patologia che, a causa di una mancanza del drenaggio della linfa sotto la pelle, provoca un rigonfiamento degli arti. Purtroppo i casi sono in costante aumento, circa 40mila in più ogni anno, soprattutto perché interessano dal 20% al 40% dei pazienti sottoposti a terapie oncologiche.

In tutta Italia, tra linfedemi primari e secondari, i pazienti oncologici affetti sono circa 350mila, 10mila nella nostra regione” ha spiegato Sinigaglia illustrando la situazione generale, prima di denunciare il quadro veneto. “Avevamo chiesto a ogni singola Ulss e Azienda ospedaliera quante sono le persone coinvolte, sia in strutture pubbliche e private e quante sono costrette a ricorrere al linfodrenaggio all’estero. Gran parte delle Ulss non sono a conoscenza del numero di pazienti che necessitano di linfodrenaggio o altre terapie, non ci sono cifre oggettive, spesso si è preceduto per stime e anche le metodologie di stima non sono uniformi. La certezza è che abbiamo pochi centri ultraspecialistici, con lunghe liste di attesa per accedere ai trattamenti, mancano informazioni e la prevenzione è quasi inesistente.Leggi tutto

Pdl 242 sulle sanzioni amministrative, Sinigaglia : “Modo sbagliato di legiferare, niente deleghe in bianco alla Giunta”

Venezia, 9 luglio 2019 – “Non possiamo che votare contro, questo Pdl è una delega in bianco alla Giunta, non si può legiferare così”. È quanto afferma Claudio Sinigaglia, correlatore del Progetto di legge 242 ‘Norme per introdurre l’istituto della regolarizzazione degli adempimenti o rimozione degli effetti nell’ambito dei procedimenti di accertamento di violazioni di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative’, motivando il ‘no’ del gruppo dem al provvedimento. “Avevamo già votato, all’unanimità, nel 2014 una legge analoga che prevedeva l’esercizio della diffida, oggi regolarizzazione e in cui venivano definite con chiarezza le materie escluse, per le quali erano previste le applicazioni immediate delle sanzioni e quelle materie per le quali c’era prima la diffida. Oggi invece non sappiamo a quali ambiti sarà applicata la legge né le conseguenze. Aspettiamo l’elenco delle materie dalla Giunta per poi valutare. È inaccettabile il voto alla cieca che vuole la maggioranza. Avevamo chiesto, qualora ci fosse stato qualcosa che sfuggiva alla disciplina dell’articolo 2/bis dell’attuale normativa, di inserirlo e rimandare il provvedimento in Commissione, ma non c’è stato niente da fare”.

Caso Sesa, l’assessore riferisca in Seconda commissione

“Sui rifiuti gestiti dalla ditta Sesa va fatta assoluta chiarezza: è passato quasi un mese dalla denuncia della testata online Fanpage, l’assessore regionale all’Ambiente e il commissario straordinario di Arpav vengano a riferire in Seconda commissione”. A chiedere l’audizione di Gianpaolo Bottacin e Riccardo Guolo sono il vicepresidente Andrea Zanoni (PD) e i consiglieri Stefano Fracasso, Claudio Sinigaglia (PD), Cristina Guarda (AMP), Piero Ruzzante (LeU) e Manuel Brusco (M5S).

“L’inchiesta ha svelato un preoccupante giro d’affari attorno al compostaggio industriale in Veneto. Subito dopo aver visto il servizio, come opposizione abbiamo presentato tre distinte interrogazioni, ancora in attesa di risposta – ribadiscono i consiglieri di minoranza – Non sappiamo se la Regione abbia accertato provenienza e tipologia dei rifiuti da cui Sesa ricava il compost, se ci sia piena tracciabilità dei rifiuti in entrata né sul compost in uscita, non sappiamo quanto compost venga sversato, né dove né da chi, se siano state verificate eventuali contaminazioni nei terreni agricoli. È inoltre poi possibile affidare solo ad Arpav un controllo di tale portata? Possiamo confidare nella massima trasparenza dei controllori, nello specifico Sesa, visto che sono contemporaneamente i controllati?”.Leggi tutto

Allegati

PFAS: prorogata l’ordinanza di divieto fino al 2020

Pesca vietata per un altro anno nelle acque dell’Area Rossa a rischio Pfas. A stabilirlo è un’ordinanza della Regione pubblicata nell’ultimo bollettino ufficiale. Di fatto il governatore Luca Zaia ha prolungato un divieto che ormai è imposto dal novembre 2017, da quando cioè la Regione ha ritenuto opportuno disporre il divieto temporaneo sul consumo di pesce pescato dai territorio le cui acque sono state contaminate dai Pfas.

SCADENZA NEL 2020
L’ordinanza è stata rinnovata l’anno scorso e dunque per la terza volta qualche giorno fa. Il divieto, ora, è fissato almeno fino al dicembre 2020. Non si può e non si potrà pescare nelle acque dei Comuni inseriti nell’Area Rossa, quella dove la contaminazione ha registrato concentrazioni più elevate. Nel Padovano, dunque, il divieto vale per Borgo Veneto, Casale di Scodosia, Lozzo Atestino, Megliadino San Vitale, Merlara, Montagnana e Urbana. L’ordinanza vale inoltre per Agugliaro, Alonte, Asigliano Veneto, Brendola, Lonigo, Noventa Vicentina, Orgiano, Pojana Maggiore e Val Liona per la provincia di Vicenza, e Albaredo d’Adige, Arcole, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Cologna Veneta, Legnago, Minerbe, Pressana, Roveredo di Guà, Terrazzo, Veronella e Zimella per la provincia di Verona. Il divieto è scattato nel 2017 visti gli esiti analitici che identificano concentrazioni elevate per il Pfos, sostanza che presenta evidenze di bioaccumulo e probabile tossicità per l’uomo. Gli esami erano stati condotti da Istituto Zooproflattico Sperimentale delle Tre Venezie e dall’Istituto Superiore di Sanità e comunicati all’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.Leggi tutto

Pedemontana, chiesto Consiglio straordinario dopo il sequestro della galleria

Venezia, 10 lug. 2019 – “Un Consiglio straordinario sulla Superstrada Pedemontana Veneta. A chiederlo è l’opposizione, con in prima fila il Partito Democratico: abbiamo un cantiere sequestrato, per la terza volta, e 81 lavoratori in cassa integrazione per un’opera inaugurata in pompa magna non più di un mese fa. In tutto questo non abbiamo ancora sentito una parola da parte del presidente Zaia. Eppure è già passata una settimana dall’ordinanza della Procura di Vicenza”. Ad affermarlo, il Capogruppo del Partito Democratico Stefano Fracasso, che è anche primo firmatario della mozione (sottoscritta da PD, Movimento Cinque Stelle, LeU, AMP e IiC) con cui si chiedono verifiche straordinarie sull’esecuzione e sui materiali utilizzati nelle opere in cemento armato lungo tutti i 94 chilometri della Superstrada.

“Dopo quanto accaduto il cantiere della galleria di Malo è un atto doveroso a tutela dei lavoratori e dei futuri utenti, considerato anche gli inquietanti dettagli emersi dalle intercettazioni telefoniche. Capiamo i brindisi per le Colline del Prosecco, ma la situazione sulla Pedemontana merita ben altra attenzione. Dopo l’assenza al Consiglio sull’appalto della ristorazione ospedaliera, Zaia troverà altre scuse per non rispondere in Aula su quanto sta accadendo?”.Leggi tutto

Appalto unico dei pasti per gli ospedali: grave comportamento di Zaia

Venezia, 5 lug. 2019 –  “È imbarazzante che la maggioranza abbia ritenuto opportuno non votare una risoluzione che richiama l’articolo 51 del Codice degli appalti e principi comunitari della libera concorrenza. Azienda Zero non è una Repubblica indipendente, è un’articolazione della Regione ed è emanazione di una legge di questo Consiglio. È un nostro dovere occuparci di come agiscono gli enti strumentali della Regione”.

A dirlo è Stefano Fracasso, capogruppo del Partito Democratico, intervenendo nel Consiglio straordinario sul caso dell’appalto delle mense ospedaliere. “La seduta che aveva come unico punto all’ordine del giorno la risoluzione (firmata da PD, LeU, Cinque Stelle, Amp e IiC) in cui si chiedeva di rivedere la gara per l’affidamento del servizio, vinta da Serenissima, alla luce del parere dell’Autorità nazionale anticorruzione. Risoluzione rimasta in sospeso per  la mancanza del numero legale al momento del voto” spiega ima nota del gruppo consiliare Pd.  “Consiglio di Stato e Anac la pensano come noi. Ce n’eravamo accorti a gennaio 2018:  le modalità con cui era stato predisposto l’appalto non andavano bene, non era garantito il principio della libera concorrenza e si favoriva la formazione di una posizione dominante – continua Fracasso –  Curiosamente, la Giunta, mai così solerte, rispose alla nostra interrogazione in neanche venti giorni dicendo che tutto andava bene. Purtroppo sul tema c’è un clima pesante e non sappiamo perché: è inammissibile avanzare dei dubbi e come risposta essere accusati di turbativa d’asta.  Siamo nel pieno esercizio del nostro potere ispettivo.Leggi tutto

Ampliamento discarica di Sant’Urbano, i sindaco devono essere coinvolti

Venezia, 5 lug. 2019 – “I sindaci della Bassa Padovana devono assolutamente essere coinvolti nella Via per il progetto di ampliamento della discarica tattica regionale di Sant’Urbano: di Sant’Urbano. È un unicum in tutto il Veneto, frutto di una programmazione sbagliata da parte della Giunta Zaia. Perché concentrare in un solo luogo tutti i rifiuti, speciali e non, da quelli della tempesta Vaia al terreno contaminato Pfas?”.

La richiesta arriva dai consiglieri del Partito Democratico Claudio SinigagliaBruno Pigozzo e Andrea Zanoni dopo la seduta congiunta di Seconda e Quinta commissione in cui sono stati ascoltati i sindaci dei Comuni di Baone, Masi, Piacenza d’Adige, Sant’Urbano, Vescovana, Vighizzolo d’Este e Villa Estense.

“Il previsto aumento della capienza di un milione di metri cubi, da quattro a cinque, allungherebbe la vita della discarica dal 2022 al 2029n – spiegato i tre consiglieri del Pd –  in un territorio già alle prese con numerosi problemi ambientali, basti pensare al caso Sesa per fare un esempio recente. I sindaci dovranno fare molta attenzione nel segnalare al Comitato Via tutti gli impatti ambientali nel loro territorio richiedendo con forza  che venga considerato l’effetto ‘cumulativo’ previsto dalla Direttiva Via 2014/52/UE.Leggi tutto